Di seguito un post estremamente pessimista sul libertarismo.
Come sapete esiste una sola legge che regola il comportamento di un libertario (infatti non abbiamo bisogno di 10 Comandamenti, di enormi e vetuste Costituzioni, di centinaia di Hadith ecc.), il Principio di non aggressione (anche conosciuto con l’acronimo inglese NAP). Questo assioma di non-iniziazione della violenza è alla base di tutto il pensiero libertario. Viene prima di tutto, prima di qualsiasi altra considerazione, prima di qualsiasi emozione, prima di tutti gli istinti primordiali umani. È la colonna portante dell’intera filosofia. Per mettere in pratica il NAP però bisogna avere disciplina, bisogna saper discernere, bisogna sapere metter da parte gli istinti che possano minarne la sua efficacia. Va da sé che per essere libertario bisogna essere incredibilmente razionali. Ma gli esseri umani non sono fatti solo di ragione. Esistono emozioni e istinti che spesso guidano il nostro giudizio, le nostre decisioni, le nostre politiche. Ed è su questo che fanno leva tutti i socialismi dello spettro politico: gelosia, invidia, rabbia, odio, disgusto, adorazione per il leader, sessismo, razzismo. Quante persone che si trovano intorno a voi riescono a mettere da parte queste emozioni per avere una discussione basata puramente sulla ragione? Perfino tra gli stessi libertari veramente pochi riescono a separare certe emozioni dalle argomentazioni puramente razionali.
Come possiamo quindi aspettarci che più e più persone si uniscano alla causa libertaria se le basi della filosofia sono così precarie a causa della natura umana? Come si può installare un programma operativo su un computer che non lo supporta? A volte penso che il miglior libertario possa solo essere un robot. Invece delle 3 leggi asimoviane basterebbe avere il NAP.