Leggo da più parti nel piccolo mondo libertario che molti supportano l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea palesando un mondo migliore. Credo di avere le carte in regola per dire la mia opinione sulla Brexit: infatti sono un libertario e vivo nel Regno da più di dieci anni e questo è quello che ho da dire.
La mia opinione sulla Brexit è che, se potessi, voterei no al referendum. Non posso perché’ non sono suddito della Regina anche se ho contribuito per più di dieci anni alla ricchezza di questo paese come tutti gli altri, pagando i benefit anche a milioni di inglesi nullafacenti. Gli stessi che ora vorrebbero far uscire UK dall’UE. E questo è già il primo punto che vorrei discutere in dettaglio: Brexit ha risuscitato il nazionalismo più becero in queste isole, cosa che non si vedeva da decenni. Una delle cose che più mi ha affascinato della società inglese quando sono arrivato qua è che non importa quale colore/religione/etnia/nazionalità tu abbia, puoi sempre contribuire politicamente alla vita sociale e politica del Regno. Infatti posso votare in tutte le elezioni politiche ma mi è stato rifiutato il voto a questo referendum, nonostante sia coinvolto in primis nella decisione finale. Sono io, emigrato europeo, infatti a pagare le conseguenze più amare della decisione delle masse. L’intera campagna referendaria si è improntata tra il “noi” e “loro” tipicamente tribale. UK si è regredita ad essere un paese tribale come tutti gli altri. Di colpo non sono più un lavoratore, tax-payer, cittadino come tutti gli altri ma sono diventato l’ “altro”. Brexit ha portato alla superficie tanto razzismo, tribalismo e ignoranza che pensavamo fossero scomparsi in queste isole tempo addietro. E invece erano sempre qui nelle bocche di milioni di pikeys e chavs (che abbiamo nutrito con KFC con le nostre tasse), peasants, neofascisti o semplici middle-class che pensano più con le “guts” che con il cervello. Di colpo per uno su due in queste isole non sono più benvenuto. Questa regressione agli istinti tribali di base è assolutamente, inequivocabilmente ILLIBERTARIA. E non può fare altro che crescere.
Unione Europea: molti libertari vorrebbero la Brexit perché’ sarebbe una sorta di evento catartico capace di distruggere alle fondamenta l’Unione Europea, descritta dagli stessi libertari come un mostro burocratico sovrastatale. Let me tell you something: Brexit non significa meno UE, significa più stati nazionali. Sono una persona molto pragmatica e considero sempre il minore dei mali nelle mie scelte. E vi dico -ahimè chissà quanti nemici avrò dopo quello che sto per dire – che il sistema imperiale UE è meno peggio dello stato nazionale. OK, rimanete ancora in linea e vi spiego perché’. Non c’è alcun dubbio che l’Unione Europea (l’impero) sia un crogiuolo di burocrati, politici imbucati che guadagnano milioni all’anno, crony capitalist ecc. Tutto ciò che odiamo giusto? E non c’è alcun dubbio che l’integrazione avanzata europea (politica, militare ecc.) sia una notizia negativa. Ma, è esattamente quello che lo sono gli stati nazionali in piccolo, con la sola differenza che essendo dentro l’Unione i singoli parlamenti nazionali non possono prendere decisioni populiste, estremiste, illiberali senza che gli altri membri non ti denuncino per infrazione delle regole. L’Unione è una salvaguardia per derive autoritarie degli stati nazionali, promuove la diversità e l’inclusione, il rispetto dell’altro senza basarsi su concetti barbari di etnia, religione e nazionalità. Certo le leggi europee sono imperfette, certo ci sono molti compromessi da fare ma sono pur sempre discussioni in cui tutti i partner europei hanno una voce. E questo per la prima volta avviene in un contesto civile, senza l’uso di fucili e cannoni. Siamo passati dalla trincea ad un palazzo condominiale. Per quanto possiate odiare i condomini, vi posso assicurare che le trincee sono peggio. Ed è questa la natura degli imperi, essere dentro un condominio. In sostanza l’impero è meno peggio dello stato nazionale perché’ è policentrico, multiculturale, una economia aperta e senza dazi, senza confini fisici e mentali. Il contrario sono decine di piccoli staterelli nazionali ognuno che fa lo sgambetto all’altro. Ma il libertario dice: ma è proprio quello che il libertarismo ci insegna! Competizione, frammentazione ecc. Bullshit. Certo, se dopo la Brexit il mio mondo diventasse libertario ci metterei la firma, ma sappiamo bene che Brexit significa l’esatto contrario: politiche nazionalsocialiste a tutto spiano, protezionismo, crony capitalism ecc. E l’UE che si vendica contro il Regno con dazi, regolamentazioni, visa ecc. Unione Europea e Stato nazionale sono ambedue modelli ILLIBERTARI ma l’Unione è più libertaria. Ergo preferisco UK dentro l’UE.
Referendum: il sistema referendario è un sistema ILLIBERTARIO e criminale. In pratica dai la possibilità alle masse, alle folle di milioni di persone di votare su temi complessi che poi coinvolgono in prima persona gli individui. Masse contro individui. Nel caso della Brexit tra i 15 e i 20 milioni di persone decideranno della sorte di 65 milioni e indirettamente degli altri 450 milioni nel continente. Una minoranza che ha il potere di distruggere la vita della maggioranza di persone: tanto vale avere una dittatura, cioè una minoranza al potere che decide per tutti, anzi contro tutti gli altri. Non ho bisogno di ripetervi che la democrazia è ILLIBERTARIA, non è altro che il sistema mafioso traslato a livelli più alti, né più né meno: un gruppo minoritario ben organizzato che prende il potere e decide per la maggioranza delle persone. Davvero un libertario accoglierebbe con gioia un sistema decisionale in cui alcuni milioni di persone senza istruzione, ignoranti delle materie complesse di economia e geopolitica decidono della sorte di un intero continente? Perché’ molti di voi non siete qua a sorbirvi i dibattiti televisivi/radiofonici e i commenti dell’uomo qualunque di strada, non sapete cosa pensa l’elettore medio qui. C’è di tutto: dalla casalinga che vota Brexit perché’ pensa che Farage sia un bell’uomo, al 50enne conservatore che sogna l’impero britannico, dal chav in benefit che “Mate, I don’t give a shi’ abou’ those fuckin’ romanians!” al macellaio che pensa che l’Unione Europea gli stia rubando soldi e lavoro. Che siate pro o contro Brexit non potete non concordare con me che state dando il voto a gente del genere che vota di pancia e che lascia che i propri geni ancestrali comandino il proprio cervello.
Brexit sarà un disastro per tutti: se UK va via dall’UE cari italiani rimarrete con Francia e Germania e le loro politiche ultrasocialiste. Punto. Seguiranno Olanda e Danimarca. Praticamente il club dei paesi più liberali d’Europa. In quel momento, sì, avrete di che avere paura. Immaginatevi un intero continente amministrato con le politiche gaulliste francesi. Da brividi. UK quindi è una garanzia liberale (non libertaria) per l’intero continente.
Voto No-Brexit avrà risvolti libertari: ora pensate invece a questo, Brexit perde e UK rimane nell’UE. Lo spauracchio della disgregazione europea non può che fare bene all’Unione. Per paura che Brexit accada di nuovo in altri paesi l’Unione decide di cambiare strategia sull’integrazione politica e economica, UK dall’interno spinge per riforme di apertura economica e in contrasto con le politiche gaulliste francesi. In pratica l’Unione può diventare una confederazione come la Svizzera.
Last but not least: ma soprattutto la Brexit avrà un impatto sulla vita di tutti i giorni di circa 2.5 milioni di europei in UK e di 2.4 milioni di britannici in UE. 5 milioni di persone, le loro vite, le loro famiglie, i loro lavori, i loro sogni, tutto verrà messo in forse o peggio andrà tutto in fumo. 5 milioni di persone pagheranno amaramente per la malvagità di politici senza scrupoli, per l’ignoranza di decine di milioni di persone e per il ritorno ad ancestrali concetti di nazione e tribù. Se non siete sensibili ai temi economici abbiate almeno simpatie per chi si trova tra i due fuochi di una guerra senza senso.