Come se non bastasse dover sorbirci settimane di patriottismo cretino e partigianeria da bambini dell’asilo dobbiamo aggiungere i soldi che escono dai nostri portafogli per dare da mangiare a pochi privilegiati. Parliamo dei Giochi Olimpici, dei loro costi e dell’anomalia tutta italiana. Pare che a parte pochi paesi tipo la Corea del Nord l’Italia sia uno dei pochi ad associare la quasi totalità dei propri atleti alle forze armate. A Londra erano ben il 63% del totale. L’89% delle medaglie è stato vinto da “atleti di Stato”. Come dice Pietro Mennea qui “[…] siamo paragonabili ai vecchi paesi dell’Est che non esistono più, dove gli atleti erano tutti militari.”. Le forze armate fanno a gara per avere gli atleti migliori e se li contendono facendo campagne acquisti. L’anno scorso la Polizia Penitenziaria si è assicurata 15 atleti da podio strappandoli ad altri corpi. Lo Stato spende 250 milioni di euro all’anno per pagare stipendi, vitto e alloggio, campi e centri sportivi di questi campioni di Stato. Roba che appunto viene fatta in genere dalle dittature socialiste. Ma allora perché questa anomalia tutta italiana? Che motivo ha la Polizia Penitenziaria di spendere tutti questi milioni nell’allenare le proprie guardie quando le carceri italiane sono sovraffollate, inumane e senza abbastanza personale? Misteri dello statalismo. O forse non è un mistero: quando girano soldi pubblici ci sono sempre dei destinatari pubblici. Lo stipendio fisso per tutta la vita agonistica, più vitto e alloggio e altri privilegi delle forze armate. Finita la carriera hanno un posto sicuro nelle forze armate. I migliori atleti del mondo, perfino i tanto criticati calciatori di Serie A i soldi se li devono guadagnare e non sono di certo assicurati mensilmente. Molti atleti stranieri sono pagati milioni di dollari all’anno da sponsor ma se non vincono i soldi se li dimenticano. Come è giusto che sia. Ma non basta perché oltre alla beffa l’inganno: l’Italia è il paese insieme alla Malesia che paga di più i suoi medagliati. Infatti chi vince la medaglia d’oro si becca 150mila euro, argento 75mila e bronzo 50mila. Per dare un’idea della beffa vi basti sapere che la Cina regala solo 25mila euro a chi vince la medaglia d’oro. Quando vedrete un altro atleta di Stato sul podio fermatevi e pensate alla presa in giro: ve lo vendono come eroe della patria che ha sacrificato tanto per dare un oro al paese ma invece guardatelo da un altro punto di vista. Un burocrate ha deciso di destinare centinaia di milioni di euro dei vostri soldi per pagare dei privilegiati a vita per farli vincere ad una competizione olimpica e dargli un premio in oro e denaro (sempre pubblico per carità). Una competizione che in teoria dovrebbe celebrare il sacrificio dell’individuo quando invece celebra il sacrificio delle masse e la vittoria dello statalismo più volgare.