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Destructive to our social fabric

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“The stated purpose [of the Silk Road] was to be beyond the law. In the world you created over time, democracy didn’t exist. You were captain of the ship, the Dread Pirate Roberts, […]. Silk Road’s birth and presence asserted that its creator was better than the laws of this country. This is deeply troubling, terribly misguided, and very dangerous. […] What you did in connection with Silk Road was terribly destructive to our social fabric.”

Ross-Ulbricht3Queste sono le parole del giudice che ha pronunciato la sentenza contro Ross Ulbricht. Conosco il suo nome ma non voglio scriverlo, non voglio dare un nome ed un viso a chi le ha pronunciate. Queste parole negano già la sua umanità ma un nome, pur scritto nell’effimero web, potrebbe dare un contorno di umanità a questo servo dello stato. Condanniamola all’oblio quindi.

Mentre scrivevo questo post sulla decisione del giudice mi sono imbattuto in un post del sempre ottimo Jeffrey Tucker. Anche lui, come noi l’altro giorno, equipara Ross ad un moderno eroe, ma mentre noi lo equipariamo ad un Giordano Bruno Jeffrey lo equipara a Socrate. Ecco, leggendo la lista di sentenze, esecuzioni, roghi che Jeffrey compila – da Socrate alla chiesa che brucia gli eretici, dai rivoluzionari di ogni colore al caso di Ross – ti rendi conto che nella Storia rimangono solo i nomi delle vittime, mai dei giudici, dei boia. La stessa cosa accadrà con Ross. Il suo nome rimarrà nei libri di storia mentre quello del giudice scomparirà dalle memorie degli uomini e diverrà uno dei tanti anonimi servi dei potenti che malediremo per il loro zelo.

“What you did in connection with Silk Road was terribly destructive to our social fabric.” Queste stesse parole sono state pronunciate da migliaia di giudici per millenni in qualsiasi cultura e contesto, dal politico al religioso, dallo scientifico al morale. Esiste una “struttura sociale” (social fabric) che è stabilita dal potente di turno e ogni ribelle che non la rispetta deve essere sacrificato per il bene comune. Queste le testuali parle del giudice infatti: “For those considering stepping into your shoes…they need to understand without equivocation that there will be severe consequences.”

Che siate a favore del mercato libero delle droghe oppure no, che siate simpatizzanti di Ulbricht oppure no queste parole dovrebbero in ogni caso farvi venire i brividi lungo la schiena. Punire un ragazzo con il massimo della pena (l’accusa chiedeva “solo” 20 anni) come deterrente per altri è barbarico, primordiale, bestiale. Qual è la differenza tra un giudice che uccide in cella un uomo come deterrente e un jihadista dell’ISIS che taglia la testa e la impala sulla strada come detterente per i propri nemici? Solo barbarie mascherata da civiltà e giustizia.

Tu ne cede malis.


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