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Pensieri libertari sparsi

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9D8C3C61CEFC4AF28D8BFEB6F727D7161. Massacro Oregon. Non mi interessa ripetere a pappardella il mantra libertario del “guns don’t kill, people do” in questo momento, anche perché la cosa è più complessa di uno slogan e comunque non fa alcun effetto sui non libertari, ma vorrei spostare l’attenzione su un’altra cosa: quando c’è una sparatoria tutti, da i progun agli antigun control, non fanno altro che parlare del controllo delle armi. Ma nessuno, dico nessuno parla della vera causa di questi massacri, ovvero la salute mentale degli assassini. La causa dei massacri infatti non è una legge sul controllo o meno delle armi ma le motivazioni dell’assassino che in genere sono da ricollegare ad un disturbo mentale. Sarebbe interessante capire perche’ c’e’ un livello cosi alto di massacri legati a malattie mentali negli USA e non nel resto del mondo. Insomma se i soldi spesi nel controllo delle armi o nella polizia fossero spesi per studi epidemiologici e per prevenire o curare questi disturbi forse sarebbe piu’ efficace di una legge per controllare il porto delle armi. Magari dovremmo cambiare il mantra in “guns don’t kill, crazy people do”.

2. ne avevamo gia’ parlato un’altra volta in questo blog ma non fa male continuare a chiedercelo: e’ giusto che un libertario usufruisca del welfare statale nonostante il libertarismo si opponga al welfare? Questa domanda mi ronza nella testa ogni volta che guardo la mia busta paga. Un terzo del mio stipendio va allo Stato, un terzo della mia vita, un terzo dei miei sacrifici quotidiani per mandare avanti la mia vita. Come mi ricorda un giorno si e l’altro pure la BBC il governo britannico ogni giorno si inventa qualche “benefit scheme” per i propri cittadini. Alcuni di questi benefit scheme sono perfino obbligatori, ovvero vieni inserito comunque nel vortice infinito del welfare che ti piaccia o no, come la pensione. In un certo senso quindi un libertario, pur opponendosi per principio all’atto criminale del furto della tassa, dovrebbe essere felice di vedere almeno parte del proprio stipendio tornare indietro sotto forma di servizi. D’altro canto quei soldi che il governo ti sta dando sotto forma di servizi o perfino come benefit erano tuoi fin dall’inizio!

Quindi sono giunto alla conclusione che: e’ moralmente lecito per un libertario accedere ai servizi dello Stato quando il libertario in questione e’ un lavoratore che paga le tasse; mentre e’ moralmente illecito accedere ai servizi dello Stato se il libertario non sta pagando le tasse. Insomma la differenza sta tra il produttore-tax payer e il parassita-tax consumer. E voi cosa ne pensate?

3. non passa anno che qualche governo africano non faccia il solito annuncio della distruzione dell’avorio confiscato ai bracconieri. In genere lo si fa in pompa magna di fronte a decine di giornalisti e una pira viene accesa per distruggere migliaia di zanne d’elefante o corni di rinoceronte. Nonostante questa sembri sia la cosa migliore per prevenire il bracconaggio ai piu’, in realta’ e’ la cosa peggiore che i governi possano fare. Infatti, i bracconieri ogni volta che vedono queste pire di fuoco e distruzione si strofinano le mani perche’ da bravi business men conoscono le leggi del mercato. Piu’ un oggetto e’ raro piu’ il suo costo si alza. I governi distruggendo l’avorio aumentano il prezzo di quest’ultimo nel mercato. Se invece avessero scelto di donarlo a delle cooperative di artigiani locali per fare statuine per turisti il prezzo dell’avorio sarebbe sceso e scoraggiando i bracconieri dal cacciare altri animali. E in tutto questo avrebbero potuto ricavare denaro da usare per la protezione dei parchi, dato lavoro ai locali cosi evitando che molti di questi locali diventassero bracconieri. Ma questo e’ un punto di vista libertario, quindi razionale, e non mi aspetto che i governi lo seguano.


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